il Centesimo
4,0 Shopping Aggiornata il 2 settembre 2026
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Pro
- Aiuta a tenere sotto controllo le piccole spese quotidiane.
- L’interfaccia è semplice e adatta anche ai principianti.
- Permette di avere una visione più chiara delle proprie abitudini di spesa.
- Può motivare a raggiungere obiettivi di risparmio concreti.
- Utile per chi vuole iniziare a gestire meglio il proprio budget.
Contro
- Le funzioni disponibili possono risultare limitate per utenti esperti.
- L’inserimento manuale delle spese può richiedere costanza.
- Potrebbero mancare strumenti avanzati per analizzare i dati finanziari.
- Non sostituisce una consulenza professionale sulla gestione del denaro.
- L’utilità dipende dalla regolarità con cui si aggiornano le informazioni.
Analisi di Mobexer
Quando voglio controllare una spesa senza trasformare la visita al supermercato in un lavoro complicato, cerco strumenti rapidi e concreti. il Centesimo, sviluppata da CDS SPA, prova a occupare proprio questo spazio: è un’app di shopping gratuita pensata per accompagnare una spesa più conveniente. Dopo averla provata, la mia impressione è abbastanza chiara: può essere utile a chi frequenta i punti vendita collegati all’insegna e vuole avere un riferimento sul telefono, mentre convince meno chi cerca un comparatore completo, una gestione avanzata del budget o un’esperienza ricca di funzioni.
La valutazione media è di 4,0, con oltre trecento valutazioni e più di cento recensioni, mentre i download hanno superato quota centomila. Sono numeri che fanno pensare a un interesse reale, ma non li considero da soli una garanzia: in un’app dedicata alla spesa conta soprattutto quanto sia pratica nel momento in cui sto scegliendo prodotti, organizzando il carrello o cercando un’occasione conveniente.
Come si comporta durante una spesa normale
Il punto di forza più evidente è l’idea di avere sullo smartphone un accesso diretto alle informazioni legate alla spesa. Non la vedo come un’app da aprire per passare il tempo, ma come uno strumento da usare prima di uscire e, se serve, mentre sono nel negozio. Questa distinzione è importante: il suo valore dipende dalla frequenza con cui faccio acquisti nell’ambiente a cui è destinata.
Un esempio realistico è la spesa del fine settimana. Prima di uscire posso consultare l’app per orientarmi sulle opportunità disponibili, preparare mentalmente il giro tra i reparti e decidere quali acquisti meritano davvero attenzione. Una volta in negozio, il telefono diventa un promemoria: invece di affidarmi soltanto a ciò che noto sugli scaffali, posso verificare le informazioni che l’app mette a disposizione e confrontarle con quello che avevo previsto di comprare.
Questo flusso è più utile quando parto da una lista concreta. Io eviterei di aprirla senza un obiettivo, perché il rischio è guardare le proposte una dopo l’altra e aggiungere prodotti che non avevo previsto. Il mio consiglio è di stabilire prima una cifra orientativa e alcune categorie prioritarie; in questo modo l’app aiuta a trovare occasioni, invece di diventare una scusa per spendere di più.
La natura di app per lo shopping si nota proprio qui: non sostituisce la decisione d’acquisto, ma può rendere più ordinata la fase di ricerca. Chi è abituato a usare volantini cartacei o a controllare rapidamente le offerte esposte all’ingresso troverà un approccio simile, con il vantaggio della consultazione sul telefono. Chi invece pretende un sistema che raccolga automaticamente ogni prezzo del mercato potrebbe trovarla troppo circoscritta.
Il vantaggio di preparare la spesa prima di uscire
La funzione più preziosa, dal mio punto di vista, non è semplicemente vedere un prodotto interessante: è poter decidere in anticipo se vale la pena inserirlo nel giro della spesa. Questa piccola abitudine riduce gli acquisti impulsivi e permette di distinguere tra ciò che serve davvero e ciò che sembra conveniente solo perché è in evidenza.
Per usarla bene, io seguirei una sequenza semplice. Prima controllo le necessità della settimana, poi consulto le proposte disponibili, infine scelgo soltanto quelle compatibili con la mia lista. Se una promozione riguarda un prodotto che acquisto regolarmente, il vantaggio è immediato. Se invece riguarda qualcosa che non userei, il prezzo più interessante non cambia il fatto che sia una spesa inutile.
Un secondo accorgimento consiste nel non limitarsi al prezzo visualizzato. Per capire il vero risparmio bisogna considerare formato, quantità e frequenza d’uso. Un prodotto più grande può sembrare conveniente, ma non lo è per una persona che vive da sola o che lo consuma lentamente. L’app può aiutare a individuare l’occasione; la valutazione finale resta personale.
Quando è più utile delle alternative abituali
Rispetto al volantino cartaceo, il telefono è più facile da portare con sé e da consultare senza dover conservare fogli. Rispetto alla ricerca manuale sui siti dei negozi, un’app dedicata può risultare più immediata per chi vuole restare dentro un solo ecosistema. Questo è il suo vantaggio concreto: meno passaggi e una consultazione più mirata.
Non la metterei però sullo stesso piano di un comparatore generalista. Le app che confrontano più catene sono più adatte a chi è disposto a cambiare negozio per inseguire il prezzo migliore. In quel caso il Centesimo perde parte del suo interesse, perché la sua utilità nasce dalla relazione con l’insegna e con la spesa che si intende fare lì.
La differenza si vede anche per chi compra prodotti molto specifici. Se devo cercare il prezzo più basso per una marca precisa in diversi punti vendita, preferisco uno strumento costruito per il confronto trasversale. Se invece frequento abitualmente lo stesso negozio e voglio arrivare preparato, l’app dedicata è più semplice e meno dispersiva.
Un’app leggera nell’idea, ma non per tutti gli acquisti
La semplicità è un pregio quando ho poco tempo. Non devo imparare un sistema complesso né costruire un archivio personale prima di poterla usare. Questo la rende adatta anche a chi non ama le app di finanza personale e vuole soltanto un aiuto pratico per la spesa quotidiana.
Allo stesso tempo, la semplicità stabilisce un limite. Non la sceglierei come strumento principale per controllare ogni uscita mensile, pianificare un bilancio familiare o analizzare i consumi nel lungo periodo. Per queste esigenze servono applicazioni con categorie personalizzate, storico dettagliato e strumenti di pianificazione. Qui l’obiettivo è più vicino alla convenienza sul momento che alla contabilità domestica.
Trovo utile anche il fatto che sia gratuita. Non devo affrontare un costo iniziale per capire se si adatta alle mie abitudini, e questo abbassa molto la soglia di prova. La gratuità, però, non elimina il costo del tempo: se non frequento i negozi pertinenti o non consulto le proposte prima di fare la spesa, l’app resterà installata senza offrire un beneficio reale.
Le limitazioni che influenzano la scelta
La prima limitazione riguarda la dipendenza dal contesto. Un’app di questo tipo dà il meglio quando il negozio che frequento coincide con quello per cui è pensata. Se faccio la spesa in più catene, mi sposto spesso o scelgo il punto vendita soltanto in base al prezzo, potrei avere bisogno di affiancarla ad altri strumenti. Non è un difetto marginale: è il principale criterio per capire se vale la pena tenerla sul telefono.
La seconda riguarda le aspettative. Il nome e il messaggio orientato alla convenienza possono far pensare a un risparmio automatico, ma nessuna app può decidere da sola se un acquisto è davvero conveniente per la mia famiglia. Posso trovare un’offerta interessante e comunque superare il budget, oppure comprare un prodotto economico che non mi serve. Per questo la userei come supporto alla decisione, non come sostituto del buon senso.
Un’altra possibile frizione emerge per chi pretende informazioni sempre organizzate secondo le proprie preferenze. Alcuni utenti vogliono filtrare tutto per marca, reparto, formato o necessità dietetica. Se questo è il mio modo abituale di fare la spesa, devo verificare personalmente quanto il percorso dell’app si adatti alle mie priorità, senza dare per scontato che una vetrina di offerte equivalga a un catalogo personalizzato.
Infine, la versione attuale indicata è la 2.1.2 e il requisito minimo è Android 6.0. Per chi usa un dispositivo Android relativamente datato questo requisito è accessibile, ma prima dell’installazione controllerei comunque che il telefono sia aggiornato e che l’app funzioni bene sul mio modello. L’età del progetto, nato il 16 giugno 2014, suggerisce anche di valutarlo per l’utilità concreta di oggi, non soltanto per la sua presenza da tempo nel settore.
Chi dovrebbe usarla e chi farebbe meglio a evitarla
La consiglierei innanzitutto a chi fa acquisti ricorrenti nello stesso punto vendita e vuole controllare le occasioni prima di uscire di casa. È adatta a studenti, coppie e famiglie che preparano una lista e desiderano ridurre qualche spesa superflua senza usare strumenti complicati. Anche una persona anziana, se già utilizza il telefono per le attività quotidiane, può apprezzare un riferimento centralizzato invece di cercare informazioni su più canali.
È interessante per chi segue un metodo disciplinato: lista, controllo delle proposte, scelta, acquisto. In questo scenario l’app diventa parte di una routine e il suo vantaggio cresce nel tempo. Un uso particolarmente pratico è controllarla prima di una spesa di rifornimento, quando so già quali prodotti mi servono e posso verificare se conviene anticipare o rimandare un acquisto.
La eviterei invece se cerco un comparatore nazionale, se compro quasi sempre online o se desidero una gestione dettagliata delle spese domestiche. Anche chi cambia negozio ogni settimana potrebbe trovarla poco adatta, perché avrebbe più valore un’app capace di riunire fonti diverse. Non la installerei neppure soltanto per curiosità: senza una relazione abituale con il negozio e senza una lista da seguire, il beneficio rischia di essere modesto.
Per chi viaggia o vive in zone dove la disponibilità dei prodotti può variare molto, suggerisco prudenza nel pianificare la spesa basandosi esclusivamente su ciò che appare nell’app. La userei per orientarmi, ma controllerei sempre il risultato effettivo in negozio. Questa è una regola utile soprattutto quando devo organizzare un pasto o una spesa urgente e non posso permettermi di contare su un’unica informazione.
Il giudizio sull’esperienza quotidiana
La mia valutazione è positiva, ma strettamente legata al profilo dell’utente. il Centesimo non mi sembra una soluzione universale per risparmiare: è uno strumento mirato, con un compito preciso. Quando lo inserisco nella preparazione della spesa, mi aiuta a partire con più consapevolezza e a non affidarmi soltanto alle decisioni prese davanti allo scaffale.
Il fatto che sia gratuita e classificata PEGI 3 la rende accessibile a un pubblico ampio, anche se l’etichetta d’età non dice nulla sulla sua utilità per ogni famiglia. Il punto decisivo resta la compatibilità con le abitudini: frequentare il negozio giusto, consultare l’app al momento giusto e avere un minimo di controllo sulla lista.
Mi piace soprattutto il suo approccio diretto. Non la sceglierei per funzioni sofisticate, ma per la possibilità di raccogliere in un unico posto un aiuto alla spesa conveniente. La considero più efficace quando viene usata con intenzione, magari pochi minuti prima di uscire, invece di essere aperta casualmente durante la giornata.
Il mio verdetto finale è quindi questo: la consiglio a chi cerca un supporto gratuito e semplice per fare acquisti più ragionati nel proprio negozio abituale. Non la consiglierei come unica app per confrontare prezzi, gestire il bilancio o pianificare acquisti complessi. Il suo vero punto di forza è trasformare la preparazione della spesa in una decisione più consapevole, senza aggiungere troppa complicazione; se questo è esattamente ciò che cerchi, merita una prova.
FAQ
Che cos’è il Centesimo e a cosa serve?
Il Centesimo è un’applicazione pensata per aiutare gli utenti a gestire, controllare o approfondire le proprie attività finanziarie e le informazioni collegate al denaro. Prima di scaricarla, è consigliabile verificare la descrizione ufficiale, gli eventuali servizi disponibili nella propria zona e le funzioni incluse nella versione attuale, perché strumenti, contenuti e modalità di utilizzo possono cambiare con gli aggiornamenti.
Il Centesimo è gratuito oppure prevede costi aggiuntivi?
Il download de il Centesimo può essere gratuito, ma alcune funzioni potrebbero richiedere pagamenti, abbonamenti o commissioni. Dopo l’installazione, è importante consultare con attenzione la sezione dedicata ai prezzi e alle condizioni del servizio. Verificate anche se esistono rinnovi automatici, acquisti integrati o costi applicati a determinate operazioni, così da evitare addebiti inattesi.
Quali dati personali sono richiesti per utilizzare il Centesimo?
Durante la registrazione o l’utilizzo de il Centesimo, l’app potrebbe richiedere dati come nome, indirizzo email, numero di telefono o informazioni necessarie per offrire i propri servizi. Se vengono gestiti dati finanziari, è fondamentale leggere l’informativa sulla privacy e controllare quali autorizzazioni vengono richieste. Installate l’app solo da store ufficiali e utilizzate password sicure.
Il Centesimo è compatibile con tutti gli smartphone Android e iPhone?
La compatibilità de il Centesimo dipende dal sistema operativo, dalla versione installata e dalle caratteristiche del dispositivo. Prima del download, controllate i requisiti indicati su Google Play o App Store, inclusa la versione minima di Android o iOS. Su smartphone meno recenti alcune funzioni potrebbero risultare limitate, meno fluide oppure non essere disponibili.
Il Centesimo è sicuro da usare per le proprie informazioni?
La sicurezza dipende dalle misure adottate dallo sviluppatore e dal comportamento dell’utente. Prima di utilizzare il Centesimo, controllate il nome dello sviluppatore, le recensioni recenti, la data degli aggiornamenti e le autorizzazioni richieste. Evitate di condividere codici di accesso e dati sensibili tramite messaggi non verificati. In caso di operazioni finanziarie, attivate ogni sistema di autenticazione disponibile.











