In volo con la matematica

4,4 Istruzione Aggiornata il 2 settembre 2026

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Pro

  • Esercizi brevi
  • adatti a sessioni di studio quotidiane.
  • Progressione graduale che aiuta a consolidare le basi.
  • Approccio ludico che può rendere la matematica più motivante.
  • Utile per ripassare anche durante brevi pause.
  • Adatto a diversi livelli di preparazione scolastica.

Contro

  • La varietà degli esercizi può risultare limitata dopo molto utilizzo.
  • Alcune spiegazioni potrebbero essere troppo sintetiche.
  • Non sostituisce un insegnante per gli argomenti più complessi.
  • La difficoltà potrebbe non adattarsi perfettamente a ogni studente.
  • Può diventare ripetitivo per chi cerca sfide matematiche avanzate.
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Mobexer Analisi di Mobexer

Quando ho provato In volo con la matematica, ho capito subito a chi può piacere: non è una calcolatrice travestita da gioco e non vuole sostituire una lezione completa. È un’app educativa pensata per avvicinare bambini e ragazzi al calcolo mentale attraverso esercizi brevi, con un’impostazione più leggera rispetto a un normale libro di matematica. La mia prima impressione è stata positiva, soprattutto perché invita a ragionare senza trasformare ogni errore in un momento pesante.

L’app appartiene alla categoria dell’istruzione ed è sviluppata da Edizioni Centro Studi Erickson, un nome già associato a materiali per l’apprendimento. È gratuita, adatta a un pubblico PEGI 3 e disponibile per dispositivi con Android 7.0 o versioni successive. La versione attuale è la 5.0.17, mentre la pubblicazione risale al 20 agosto 2017: un dettaglio utile per capire che non si tratta di una novità passeggera, ma di uno strumento che ha avuto tempo per trovare il proprio posto.

La prima settimana: perché l’app conquista facilmente

Nei primi giorni il punto forte è la semplicità. Non ho avuto bisogno di leggere istruzioni lunghe per capire come affrontare le attività. L’obiettivo generale è chiaro: allenare la rapidità e la sicurezza nel calcolo mentale, lasciando che il bambino impari anche attraverso la ripetizione. Questa immediatezza conta molto, perché un’app didattica perde gran parte del suo valore se il genitore deve spiegare continuamente dove premere o che cosa fare.

Il formato breve si adatta bene ai momenti in cui l’attenzione è limitata. Si può proporre prima dei compiti, durante una pausa o in un tragitto, senza presentarlo come un’altra lezione da completare. In casa, ho trovato più efficace usarlo per pochi minuti con un obiettivo preciso, invece di lasciare il bambino davanti allo schermo senza una direzione. La differenza è importante: l’app funziona meglio come allenamento mirato che come passatempo lasciato completamente a se stesso.

Il primo vantaggio concreto riguarda il rapporto tra velocità e sicurezza. Molti bambini conoscono le procedure, ma esitano quando devono rispondere senza carta e matita. Un esercizio digitale può aiutarli a rendere più automatici alcuni passaggi, soprattutto quando l’adulto evita di intervenire subito. Io preferisco lasciare qualche secondo di riflessione, chiedere come è arrivata la risposta e usare l’eventuale errore come occasione per ragionare, non soltanto per riprovare.

Questa modalità rende l’app utile anche a chi non ama la matematica tradizionale. Il quaderno spesso comunica l’idea di un compito da finire; qui il bambino percepisce maggiormente una sfida breve. Non significa che ogni utente si divertirà allo stesso modo, ma l’ingresso è meno intimidatorio. Il tono generale è adatto a un uso familiare e non richiede che il genitore abbia competenze didattiche particolari.

Un accorgimento che consiglio nella prima settimana è osservare le reazioni, non solo il numero di risposte corrette. Se il bambino risponde rapidamente ma in modo casuale, l’app va rallentata e accompagnata con domande semplici. Se invece impiega molto tempo ma arriva al risultato, conviene valorizzare il ragionamento prima di cercare maggiore velocità. Il vero obiettivo non dovrebbe essere premere per primi, ma calcolare con crescente tranquillità.

In questo senso, l’app dà il meglio quando diventa una piccola routine condivisa. Un genitore può chiedere al bambino di spiegare un passaggio, proporre un calcolo simile a voce e poi tornare all’attività digitale. Così lo schermo non rimane isolato dal resto dell’apprendimento. È uno dei modi più efficaci per evitare che l’esperienza si riduca a una sequenza di tocchi automatici.

Per chi è più adatta

La consiglierei soprattutto alle famiglie che cercano un supporto semplice per il calcolo mentale, senza pretendere un corso completo di matematica. Può essere utile a un bambino che deve acquistare maggiore familiarità con i numeri, a chi ha bisogno di esercitarsi con regolarità o a chi si blocca davanti agli esercizi scritti ma accetta più volentieri una proposta interattiva.

È meno indicata, invece, per chi cerca spiegazioni approfondite passo dopo passo, attività di geometria, problemi articolati o un percorso scolastico completo. In questi casi un libro, una piattaforma didattica più ampia o il lavoro con un insegnante offrono strumenti migliori. L’app non va giudicata per ciò che non vuole essere: il suo campo è ristretto, ma proprio questa specializzazione può renderla pratica.

Un esempio concreto di utilizzo quotidiano

Immagino una situazione molto comune: il bambino torna da scuola, ha ancora energie limitate e deve ripassare prima di cena. Invece di aggiungere una lunga scheda, il genitore può scegliere una sessione breve, restare vicino senza suggerire subito la soluzione e concludere chiedendo quale calcolo sia sembrato più facile o più difficile. Il giorno seguente si può ripartire da quella difficoltà, non per punire l’errore, ma per verificare se il ragionamento è diventato più naturale.

Questo approccio evita un errore frequente con le app educative: usarle soltanto quando il bambino è già stanco o annoiato. Se ogni apertura avviene come conseguenza di un compito faticoso, anche un’app ben progettata può essere associata alla pressione. Io la inserirei in un momento prevedibile, con una durata stabilita dall’adulto e senza trasformare il risultato in un voto.

Il valore dopo il primo entusiasmo

La domanda più importante non è se l’app piaccia nei primi giorni, ma se riesca a mantenere un’utilità quando la novità scompare. La mia risposta è prudente ma favorevole: può conservare un posto nella routine, a condizione che venga usata come strumento di allenamento e non come unica attività matematica. La ripetizione è infatti il suo punto di forza, ma anche il rischio principale.

Il calcolo mentale migliora con il contatto regolare. Una sessione occasionale può essere piacevole, però non costruisce da sola una competenza stabile. Per questo suggerisco di alternare l’app ad attività senza schermo: calcolare il resto durante una spesa, dividere oggetti in gruppi, stimare il tempo necessario per arrivare a scuola o inventare piccoli problemi a voce. L’esperienza digitale diventa più preziosa quando il bambino riconosce gli stessi ragionamenti nella vita quotidiana.

Un metodo che ho trovato sensato è mantenere una frequenza leggera e costante, senza inseguire sessioni sempre più lunghe. L’obiettivo mensile non dovrebbe essere “finire tutto”, ma capire se il bambino affronta i numeri con meno esitazione. Se l’attività viene proposta con misura, può servire come richiamo periodico anche dopo la prima fase di entusiasmo. Se invece viene ripetuta in modo identico e troppo ravvicinato, la sensazione di allenamento può trasformarsi rapidamente in noia.

Qui emerge una differenza rispetto ai normali esercizi sul quaderno. Il quaderno permette di vedere il procedimento, correggere i passaggi e conservare una traccia del lavoro. L’app rende più immediata la risposta e può risultare più motivante, ma non sempre offre lo stesso spazio per spiegare il ragionamento. Io userei entrambi: il digitale per riattivare rapidamente le abilità, la carta per capire davvero dove nasce un errore.

Rispetto a una calcolatrice, il confronto è ancora più netto. La calcolatrice serve a ottenere un risultato; questa app serve a costruire una maggiore autonomia prima di averne bisogno. Non è quindi un’alternativa alla calcolatrice in senso pratico, ma un esercizio preparatorio. Se il bambino ricorre subito allo strumento elettronico per ogni operazione, una breve attività di calcolo mentale può aiutarlo a sviluppare un controllo personale del numero e del risultato.

La presenza di acquisti integrati merita attenzione. L’app è gratuita, ma alcune transazioni possono arrivare tra 3,99 € e 9,99 € quando la fatturazione passa da Play. Per una famiglia questo significa controllare le impostazioni del dispositivo e decidere in anticipo se lasciare accessibili eventuali contenuti a pagamento. Non considero questo un motivo automatico per scartarla, ma è una gestione da fare prima di consegnare il telefono o il tablet a un bambino.

La sua diffusione suggerisce che non sia rimasta confinata a un pubblico ristretto: ha superato le 100 mila installazioni, con una media di 4,4 su 443 valutazioni e 188 recensioni. Questi numeri non sostituiscono l’esperienza personale, ma aiutano a collocarla: è un’app conosciuta e apprezzata da una comunità abbastanza ampia, pur non essendo una garanzia che il suo stile funzioni per ogni bambino.

Come inserirla in un percorso più ampio

Il modo migliore per conservarne il valore è assegnarle un ruolo preciso. Può aprire una sessione di studio, servire come ripasso prima di un esercizio scritto o diventare una verifica informale dopo aver spiegato un concetto. Io eviterei di usarla come premio casuale per troppo tempo, perché in quel caso l’attenzione si sposta dalla matematica all’idea di ottenere qualche minuto di schermo.

Un altro suggerimento concreto è chiedere al bambino di prevedere mentalmente il risultato prima di rispondere. Anche quando l’app richiede una scelta rapida, questa pausa trasforma l’attività in un esercizio di stima. Dopo la risposta, si può domandare se il risultato appare plausibile. È un passaggio piccolo, ma aiuta a non confondere la velocità con la comprensione.

Per i genitori che vogliono seguire i progressi, il segnale più utile non è soltanto la prestazione dentro l’app. Osservate se il bambino comincia a fare calcoli spontanei, se controlla meglio il resto, se usa strategie più ordinate o se affronta un problema senza dire subito “non sono capace”. Questi cambiamenti richiedono tempo e possono non comparire come un punteggio, ma sono il vero valore educativo dell’allenamento.

Manutenzione, stanchezza e giudizio a lungo termine

La manutenzione richiesta è soprattutto educativa, non tecnica. Bisogna scegliere quando proporla, evitare sessioni eccessive e verificare che il bambino non risponda a caso soltanto per terminare. Questa supervisione è leggera, ma non può essere eliminata del tutto. Chi cerca un’app da lasciare completamente autonoma potrebbe rimanere deluso: il suo rendimento dipende molto da come l’adulto interpreta gli esercizi e collega ciò che accade sullo schermo alla vita reale.

La fatica può arrivare in tre modi. Il primo è la ripetizione, perché il calcolo mentale richiede esercizio ma non sempre offre una varietà sufficiente a mantenere alta la curiosità. Il secondo è la pressione sul tempo, quando il bambino pensa che una risposta lenta sia automaticamente una risposta sbagliata. Il terzo è la distanza dal programma scolastico: se in quel momento la classe sta lavorando su altro, l’app può sembrare poco pertinente anche se resta utile come allenamento generale.

Per ridurre questi problemi, io alternerei gli obiettivi. In una sessione si può privilegiare la precisione, in un’altra la spiegazione a voce, in un’altra ancora la rapidità. Non serve trasformare ogni apertura in una gara. Se il bambino mostra irritazione, conviene interrompere e riprendere in un momento diverso: insistere raramente produce apprendimento di qualità.

La compatibilità minima con Android 7.0 rende l’app accessibile anche su dispositivi non recentissimi, un vantaggio per chi usa un vecchio tablet dedicato ai bambini. Al tempo stesso, prima dell’installazione controllerei che il dispositivo sia comodo da usare e che lo schermo non renda difficili le risposte. Un’app educativa può essere valida, ma un’interazione scomoda basta a farla abbandonare.

Chi usa iOS dovrà valutare la disponibilità direttamente sul proprio dispositivo, mentre l’esperienza descritta qui riguarda l’app Android e la sua versione attuale. In ogni caso, la scelta non dovrebbe dipendere soltanto dal sistema operativo: conta soprattutto se il bambino ha bisogno di esercizi rapidi sul calcolo mentale oppure di un ambiente didattico più completo.

Dopo il primo mese, il mio giudizio resta positivo proprio perché non promette di fare tutto. La sua utilità a lungo termine nasce dalla regolarità, non dall’effetto sorpresa. Se la famiglia la usa per pochi momenti ben scelti, affiancandola a carta, conversazione e situazioni concrete, può mantenere un valore reale. Se viene proposta ogni giorno nello stesso modo, senza ascoltare la stanchezza del bambino, rischia invece di diventare una routine meccanica.

La consiglierei a chi vuole un supporto gratuito per rendere più naturale il rapporto con i numeri e accetta di accompagnarlo con un minimo di presenza adulta. La eviterei come unica risorsa per recuperare difficoltà importanti, come sostituto dell’insegnante o come soluzione per chi cerca contenuti matematici molto vari. In quei casi, un percorso più strutturato sarebbe una scelta più responsabile.

In conclusione, In volo con la matematica merita uno spazio duraturo solo se viene trattata per quello che è: un allenamento concentrato, non un intero metodo di studio. La gratuità facilita la prova, l’impostazione educativa rende l’ingresso accessibile e il focus sul calcolo mentale offre un obiettivo concreto. Il limite è la possibile stanchezza, insieme alla necessità di integrare l’app con attività che mostrino perché quei calcoli servono davvero. Per una famiglia disposta a usarla con misura, io la terrei installata; per chi cerca varietà illimitata o autonomia totale, sceglierei un’alternativa più ampia.

FAQ

Che cos’è In volo con la matematica?

In volo con la matematica è un’app educativa pensata per aiutare bambini e ragazzi a esercitarsi con i principali argomenti matematici in modo più coinvolgente. Le attività trasformano il ripasso in un’esperienza interattiva, con esercizi graduati e obiettivi da raggiungere. Prima del download è comunque consigliabile verificare età consigliata, programma trattato e compatibilità con il dispositivo utilizzato.

Per quale età e livello scolastico è adatta l’app?

L’app sembra rivolta soprattutto agli studenti della scuola primaria e, a seconda dei contenuti disponibili, ai primi anni della scuola secondaria. Il livello di difficoltà può variare tra calcolo, operazioni, problemi e altri esercizi matematici. Genitori e insegnanti dovrebbero controllare la descrizione ufficiale e le immagini dell’app per capire se gli argomenti corrispondono davvero alle esigenze dello studente.

In volo con la matematica funziona anche senza connessione Internet?

La possibilità di utilizzare l’app offline dipende da come sono stati progettati i singoli contenuti. Dopo l’installazione, alcune attività potrebbero essere disponibili senza Internet, mentre eventuali aggiornamenti, statistiche, pubblicità o funzioni aggiuntive potrebbero richiedere una connessione. È utile effettuare una prova in modalità aereo, soprattutto se l’app verrà usata a scuola o durante un viaggio.

L’app è gratuita o prevede acquisti e pubblicità?

Prima di procedere al download è importante verificare se In volo con la matematica è completamente gratuita oppure se include acquisti integrati, contenuti premium o pubblicità. Nelle applicazioni educative alcune funzioni possono essere accessibili soltanto dopo un pagamento. Chi installa l’app per un bambino dovrebbe controllare le impostazioni del dispositivo e, se necessario, attivare le restrizioni sugli acquisti.

L’app è utile per imparare la matematica o soltanto per fare esercizio?

In volo con la matematica può essere un valido supporto per consolidare le abilità attraverso la pratica, ma non dovrebbe essere considerata un sostituto completo dell’insegnante o del libro di testo. Gli esercizi interattivi aiutano a mantenere l’attenzione e a individuare eventuali difficoltà, mentre la spiegazione dei procedimenti richiede spesso un accompagnamento adulto. I risultati migliori si ottengono usandola con regolarità e obiettivi adeguati.

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