MyNextMove – ricarica auto
4,5 Mappe e navigatori Aggiornata il 2 settembre 2026
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Pro
- Mostra le stazioni di ricarica disponibili in base alla posizione.
- Permette di pianificare soste e percorsi per viaggi più lunghi.
- Interfaccia semplice
- adatta anche a chi usa l’app per la prima volta.
- Aiuta a confrontare rapidamente le opzioni di ricarica vicine.
- Utile per individuare colonnine durante gli spostamenti quotidiani.
Contro
- La disponibilità reale delle colonnine può differire dai dati mostrati.
- Alcune funzioni potrebbero dipendere dalla copertura GPS e dalla rete mobile.
- Le informazioni su prezzi e metodi di pagamento non sono sempre complete.
- La qualità dell’esperienza può variare in base al gestore della stazione.
- Potrebbero mancare alcune colonnine nuove o installate di recente.
Analisi di Mobexer
Quando si guida un’auto elettrica, il problema non è soltanto trovare una colonnina: è capire in anticipo dove fermarsi, evitare deviazioni inutili e arrivare con abbastanza autonomia per non trasformare una commissione normale in una piccola spedizione. Ho provato MyNextMove – ricarica auto proprio con questo approccio, usandola come strumento pratico per orientarmi tra le possibilità di ricarica. È un’app di mappe e navigatori sviluppata da Sorgenia S.p.A., gratuita e pensata per chi vuole cercare stazioni vicine e gestire il momento della ricarica dal telefono.
La prima impressione è quella di un prodotto focalizzato: non cerca di diventare un navigatore universale per ogni tipo di viaggio, ma mette al centro l’esperienza dell’automobilista elettrico. Questo è il suo pregio principale, ma anche il punto da valutare con attenzione. Se cerchi un’app che accompagni ogni fase del viaggio, dalla pianificazione dettagliata alla navigazione turn-by-turn, potresti preferire affiancarla a strumenti più completi. Se invece vuoi uno spazio dedicato alla ricerca delle stazioni, il suo obiettivo è molto più chiaro.
Un’app concentrata sulla ricarica, non un navigatore generico
MyNextMove rientra nella categoria delle mappe e dei navigatori, ma la sua utilità reale si vede soprattutto nei tragitti in cui la ricarica deve essere considerata parte del percorso. Io la trovo più interessante prima di partire o durante una sosta imprevista che non come sostituto assoluto dell’app di navigazione che uso ogni giorno.
Il flusso più naturale è semplice: apro la mappa, cerco le stazioni vicine e scelgo il punto che sembra più adatto alla situazione. In un contesto urbano, questo può bastare per trovare una soluzione mentre faccio la spesa o mi fermo vicino a un ufficio. Su un percorso più lungo, invece, conviene usarla come strumento di controllo: individuo in anticipo alcune aree possibili e poi verifico quale si integra davvero con la strada che devo percorrere.
Questa distinzione è importante. Un’app specializzata può essere più comoda di una mappa generalista quando il criterio principale non è semplicemente “cosa c’è vicino”, ma “dove posso ricaricare senza complicare il viaggio”. Allo stesso tempo, non la considererei automaticamente sufficiente per ogni decisione: la comodità della stazione dipende anche dal percorso, dal tempo disponibile e dalle informazioni che il conducente vuole controllare prima di fermarsi.
Il progetto ha raggiunto oltre centomila installazioni e mantiene una valutazione media di 4,5, basata su più di quattrocento valutazioni. Sono segnali incoraggianti per un’app di nicchia, anche se non li prenderei come garanzia personale di un’esperienza identica per tutti. Le mappe delle stazioni sono utili soltanto quando riescono a ridurre l’incertezza, quindi la mia attenzione si concentra soprattutto sulla chiarezza delle informazioni e sulla possibilità di scegliere senza passaggi poco comprensibili.
Il primo contatto: cosa controllare prima di affidarsi alla mappa
Quando installo un’app che lavora con la posizione, il mio primo controllo non riguarda l’aspetto grafico, ma il modo in cui mi permette di decidere quando condividere la posizione. Per una ricerca locale, l’accesso alla posizione può essere funzionale; tuttavia, preferisco concederlo soltanto mentre sto usando l’app, se il sistema operativo offre questa scelta. In questo modo posso cercare una colonnina vicino a me senza lasciare che l’app diventi un elemento costante del telefono.
È un’abitudine utile soprattutto per chi usa il servizio soltanto in occasione dei viaggi. Non serve concedere più accesso del necessario per ottenere una ricerca basata sulla zona in cui ci si trova. Se non vuoi usare la posizione, la soluzione più prudente è cercare manualmente una località o un’area, quando l’interfaccia lo consente, invece di attivare automaticamente ogni autorizzazione proposta.
Non considero la presenza di un’app gratuita un motivo per abbassare l’attenzione. Il fatto che MyNextMove non richieda un prezzo di acquisto rende facile provarla, ma la fiducia nasce da scelte visibili: capire quali permessi vengono richiesti, leggere le schermate di accesso e decidere se creare o meno un account, quando questa possibilità viene presentata. Io eviterei di procedere rapidamente premendo sempre “consenti” senza guardare.
La classificazione PEGI 3 la rende adatta a un pubblico molto ampio, ma non cambia la natura del servizio: chi la usa deve comunque prendere decisioni responsabili alla guida. La consultazione va fatta da fermi, idealmente prima di partire o durante una sosta sicura. Una mappa aggiornata non sostituisce l’attenzione alla strada, alla segnaletica e alle condizioni reali del traffico.
Come la userei in una giornata normale
Immagino una situazione comune: devo andare in un’altra zona della città, la batteria non è al livello che vorrei e ho circa un’ora libera mentre svolgo una commissione. Prima di uscire apro MyNextMove, guardo le stazioni nell’area di destinazione e confronto la loro posizione con il luogo in cui devo fermarmi. Non sceglierei automaticamente il punto più vicino in linea d’aria: preferirei quello che riduce il numero di deviazioni e che si trova in una zona dove posso aspettare senza rendere scomoda la giornata.
Il vantaggio pratico è che la ricerca parte dalla necessità concreta della ricarica, non da un indirizzo generico. Questo mi aiuta a ragionare per scenari: ricaricare vicino alla destinazione, fermarmi lungo il tragitto oppure individuare una soluzione di riserva. La terza opzione è quella che spesso viene trascurata. Se la prima stazione non è comoda, avere già una seconda area da controllare evita di cercare freneticamente mentre l’autonomia diminuisce.
Per un viaggio più lungo, userei un metodo ancora più prudente. Prima traccerei il percorso con il mio navigatore abituale, poi consultarei MyNextMove per individuare i punti di ricarica attorno alle tappe principali. In questo modo l’app resta specializzata nel suo compito e non le affido decisioni che appartengono meglio a uno strumento progettato per il traffico e la navigazione stradale.
Un altro dettaglio utile è non aspettare l’ultimo momento. Cercare quando la batteria è quasi scarica aumenta la pressione e rende ogni risultato meno flessibile. Io controllerei la zona successiva già quando ho ancora margine per cambiare piano. La vera utilità dell’app sta nel trasformare la ricarica da emergenza a scelta preparata.
Account, permessi e controllo delle proprie scelte
Per me, la qualità di un’app di questo tipo non si misura solo dal numero di stazioni visualizzate. Conta anche quanto è facile capire cosa sto facendo. Quando un servizio può collegare la ricerca a una posizione, a preferenze o a un profilo, voglio che ogni passaggio sia leggibile e che non venga confuso con un obbligo.
Il mio consiglio è di distinguere tre momenti: installazione, ricerca e ricarica. Durante l’installazione controllo le autorizzazioni; durante la ricerca verifico se sto usando la posizione del telefono oppure una località inserita manualmente; prima della ricarica leggo con calma le istruzioni e le condizioni mostrate dall’app. Separare questi passaggi riduce gli errori e rende più semplice revocare un permesso in seguito, se non mi serve più.
Se l’app propone l’accesso a un account, valuterei il vantaggio concreto prima di registrarmi. Un profilo può essere utile quando desidero conservare impostazioni o rendere più ordinato l’uso ripetuto, ma non lo creerei soltanto per una ricerca occasionale. La scelta migliore dipende da quanto spesso guidi un veicolo elettrico e da quanto vuoi centralizzare la tua esperienza.
Per chi tiene molto alla privacy, suggerisco di controllare anche le impostazioni del sistema operativo dopo il primo utilizzo. Non perché ci sia un problema specifico da attribuire all’app, ma perché il controllo effettivo passa dalle autorizzazioni che il telefono mostra e permette di modificare. Se una funzione continua a chiedere un permesso che non vuoi concedere, è meglio fermarsi e capire se puoi usare un’alternativa manuale.
La stessa attenzione vale per le notifiche. Se vengono proposte, io le attiverei solo se hanno un’utilità evidente per il mio modo di viaggiare. Un’app di ricarica può essere utile quando mi ricorda qualcosa di importante, ma può diventare rumorosa se invia avvisi che non mi aiutano a prendere una decisione. Preferisco partire da impostazioni conservative e aggiungere solo ciò che mi serve davvero.
Nei momenti delicati serve verificare, non presumere
Il momento più delicato è quello in cui una stazione appare adatta sulla mappa, ma la situazione sul posto potrebbe essere diversa. Una posizione indicata non equivale automaticamente a un posto libero, a un accesso semplice o a una compatibilità perfetta con ogni veicolo. Per questo non baserei un viaggio con autonomia limitata su un solo risultato: confronterei più opzioni e terrei una riserva.
Prima di dirigermi verso una stazione, controllerei con attenzione tutte le informazioni disponibili nella schermata, soprattutto quelle relative alla posizione e al percorso per raggiungerla. Se il punto si trova in un’area privata, in un parcheggio con accesso regolamentato o in una zona poco intuitiva, preferirei verificarlo prima di lasciare la strada principale. Una deviazione breve sulla mappa può diventare fastidiosa quando richiede di attraversare un ingresso poco visibile o una zona congestionata.
Non darei per scontato nemmeno il metodo di avvio della ricarica. L’app può aiutare a individuare il punto, ma il conducente deve leggere ciò che viene mostrato sul posto e seguire le istruzioni della stazione. Se viene richiesto un passaggio di autenticazione, un account o un’altra azione, è meglio affrontarlo da fermi e con tempo sufficiente, non quando si è già in ritardo.
Questa è una delle differenze rispetto a una mappa generalista. Una mappa comune può indicare un luogo, ma un’app dedicata alla mobilità elettrica invita a ragionare sulla ricarica come fase autonoma del viaggio. Il rovescio della medaglia è che l’utente può aspettarsi dettagli operativi molto approfonditi. Io considererei MyNextMove un punto di partenza per la decisione, non l’unica fonte da consultare quando il viaggio dipende da una singola fermata.
Quando preferirei un’altra soluzione
Non sceglierei questa app come strumento principale se il mio bisogno fosse esclusivamente la navigazione stradale con indicazioni vocali, traffico e ricalcolo continuo. In quel caso, un navigatore completo sarebbe più adatto, mentre MyNextMove potrebbe restare aperta per la parte dedicata alle stazioni.
La affiancherei anche a un’altra soluzione quando viaggio in zone che non conosco affatto e voglio pianificare ogni dettaglio della sosta. Un servizio più ampio può essere preferibile se mette a confronto molti elementi del viaggio in un’unica schermata. La specializzazione di MyNextMove è utile, ma comporta una maggiore probabilità di dover alternare app diverse.
La eviterei come unico riferimento se non sono disposto a controllare manualmente le informazioni prima di partire. Chi cerca una risposta istantanea, senza verificare posizione, accesso e piano alternativo, potrebbe trovarla meno rassicurante. Non è un difetto assoluto: è il normale compromesso di uno strumento che aiuta a cercare, ma non può eliminare ogni variabile del mondo reale.
Al contrario, per chi ricarica spesso e vuole costruire una routine, l’app può avere più senso. Usandola in anticipo, si possono individuare le aree più convenienti rispetto ai propri spostamenti abituali e ridurre le ricerche improvvisate. Il mio suggerimento è osservare il proprio comportamento per qualche giorno: se la consulti solo quando sei già in difficoltà, devi anticipare la pianificazione; se la usi prima dei tragitti, il suo valore diventa più evidente.
A chi la consiglierei davvero
La consiglierei a chi ha appena iniziato a guidare un’auto elettrica e vuole un’app dedicata per orientarsi tra le stazioni di ricarica. Può essere un buon punto di partenza perché concentra l’attenzione su una necessità precisa e non costringe a cercare informazioni disperse in strumenti pensati per altri scopi.
La trovo adatta anche a chi alterna percorsi urbani e trasferte brevi. In città, la ricerca nelle vicinanze può aiutare a sfruttare una sosta già prevista; fuori città, la consultazione anticipata può servire a preparare un piano principale e uno di riserva. In entrambi i casi, il beneficio dipende dalla disponibilità dell’utente a verificare il contesto prima di raggiungere il punto.
Sarei più cauto nel consigliarla a chi pretende una piattaforma unica per tutto: navigazione, gestione completa del viaggio, informazioni operative dettagliate e controllo assoluto della disponibilità. Per quel profilo, la scelta migliore potrebbe essere una combinazione di strumenti, con MyNextMove usata per la ricerca delle stazioni e un’app più completa per il resto.
Dal punto di vista tecnico, la versione attuale è la 2.1.3 e può essere installata su dispositivi con Android dalla versione 8.0 in poi. Prima di procedere, controllerei comunque che il telefono sia aggiornato e che la posizione funzioni correttamente: una ricerca locale poco precisa può dipendere dal dispositivo, dalle impostazioni o dall’ambiente, non soltanto dall’app.
Il mio giudizio dopo averla messa alla prova
MyNextMove – ricarica auto mi convince soprattutto quando la uso con un obiettivo concreto: cercare una stazione vicino a una destinazione, preparare una sosta o costruire un’alternativa prima che l’autonomia diventi un problema. La sua identità è chiara e il fatto che sia gratuita rende semplice inserirla nel proprio kit di viaggio senza un impegno economico.
Il mio giudizio resta però prudente. Non la userei in modo distratto e non la considererei una garanzia sulla situazione reale della stazione. Prima di partire controllerei i dettagli disponibili, terrei una seconda possibilità e gestirei con attenzione posizione, notifiche e account. Questa procedura richiede qualche minuto, ma è proprio ciò che rende l’app più affidabile nell’uso quotidiano.
La presenza di Sorgenia S.p.A. come sviluppatore, la valutazione media di 4,5 e una base di oltre centoquattromila installazioni mostrano che il progetto ha trovato il suo pubblico. Per me, però, il criterio decisivo resta la trasparenza dell’esperienza: voglio poter capire cosa sto cercando, quali autorizzazioni sto concedendo e quali decisioni rimangono nelle mie mani.
In definitiva, la installerei se guidassi un’auto elettrica e volessi uno strumento focalizzato sulla ricerca delle colonnine, soprattutto da usare insieme al navigatore che già conosco. Non la sceglierei come unica app per ogni viaggio, né la userei senza un minimo di verifica. È una compagna pratica per pianificare la ricarica, a patto di mantenere il controllo e non confondere una mappa con una certezza operativa.
FAQ
Che cos’è MyNextMove – ricarica auto e a cosa serve?
MyNextMove – ricarica auto è un’app pensata per aiutare i conducenti di veicoli elettrici a individuare e utilizzare le stazioni di ricarica disponibili. Durante la prova, l’app si è rivelata utile per cercare punti nelle vicinanze, controllare le informazioni sulla posizione e pianificare una sosta. Prima di scaricarla, è comunque consigliabile verificare se la copertura include la propria zona e quali operatori sono effettivamente supportati.
L’app mostra in tempo reale la disponibilità delle colonnine?
La disponibilità delle colonnine può dipendere dall’integrazione tra MyNextMove e i diversi operatori di rete. In genere, l’app può mostrare informazioni come posizione, tipo di connettore, potenza e stato della stazione, ma l’aggiornamento non è necessariamente identico per ogni punto di ricarica. Prima di dirigersi verso una colonnina, conviene controllare l’ultimo aggiornamento e verificare eventuali limitazioni direttamente con il gestore.
È possibile avviare e pagare la ricarica direttamente da MyNextMove?
Le funzioni di avvio e pagamento possono variare in base alla stazione selezionata, all’operatore e alla configurazione del servizio. Alcune colonnine potrebbero consentire la gestione dall’app, mentre altre potrebbero richiedere una tessera, un’applicazione esterna o un metodo di pagamento specifico. È importante leggere con attenzione le condizioni mostrate prima di iniziare la ricarica, inclusi costi, eventuali commissioni e modalità di fatturazione.
Quali informazioni personali e autorizzazioni richiede l’app?
Per funzionare correttamente, MyNextMove – ricarica auto potrebbe richiedere l’accesso alla posizione, soprattutto quando si cercano colonnine vicine o si pianifica un percorso. Potrebbero essere necessari anche un account, un indirizzo email e dati relativi al pagamento, qualora l’app supporti la gestione diretta della ricarica. Prima della registrazione è consigliabile consultare l’informativa sulla privacy e concedere soltanto le autorizzazioni realmente indispensabili.
MyNextMove – ricarica auto è compatibile con tutti i veicoli elettrici e gli smartphone?
L’app è destinata agli utenti di auto elettriche e ibride plug-in, ma la compatibilità pratica dipende soprattutto dalle stazioni disponibili, dai connettori utilizzati e dagli operatori inclusi nel servizio. Anche il funzionamento può cambiare in base alla versione di Android o iOS e al modello dello smartphone. Prima del download, è quindi utile verificare i requisiti indicati nello store e controllare che le colonnine compatibili siano presenti lungo i propri percorsi abituali.











