Preply: Imparare le lingue

4,6IstruzioneAggiornata il 7 ottobre 2026

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Pro

  • Le lezioni individuali permettono di concentrarsi sui propri obiettivi linguistici.
  • È possibile scegliere un tutor in base a lingua
  • accento e specializzazione.
  • I filtri aiutano a trovare insegnanti adatti al proprio budget e ai propri orari.
  • Le lezioni possono essere utili per fare pratica di conversazione in tempo reale.
  • La piattaforma offre insegnanti per diverse lingue e livelli di competenza.

Contro

  • La qualità dell’esperienza può variare sensibilmente da un tutor all’altro.
  • Le lezioni con insegnanti richiedono un costo
  • che può aumentare nel tempo.
  • Trovare un tutor disponibile negli orari desiderati non è sempre immediato.
  • La continuità dei progressi dipende dalla regolarità delle lezioni e dallo studio personale.
  • Una connessione instabile può interrompere le lezioni online o comprometterne la qualità.
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MobexerAnalisi di Mobexer

Quando voglio imparare una lingua, la prima domanda non è quale app abbia più esercizi, ma che tipo di aiuto mi serve davvero: un po’ di pratica quotidiana, spiegazioni ordinate o qualcuno con cui parlare e correggere gli errori. Preply: Imparare le lingue si rivolge soprattutto a chi preferisce la terza strada. È un’app educativa di Preply Inc. che mette al centro le lezioni con tutor, invece di presentare l’apprendimento soltanto come una sequenza di attività individuali.

Come capire se un tutor è la scelta giusta

Prima di scaricarla, chiarirei il mio obiettivo. Se voglio imparare qualche frase per un viaggio, probabilmente mi basta un corso leggero e autonomo. Se, invece, devo sostenere una conversazione di lavoro, prepararmi a un esame o smettere di bloccarmi quando qualcuno mi parla, il confronto con un tutor può avere più senso: permette di portare in lezione dubbi e situazioni reali, non soltanto di ripetere esercizi generici.

Questo cambia anche il ritmo di studio. Un’app basata principalmente su esercizi si presta bene a sessioni brevi e frequenti, magari nei ritagli della giornata. Preply richiede invece di riservare attenzione a un incontro e di arrivarci con qualcosa da chiedere o da provare. Per me, la scelta dipende quindi meno dalla voglia di “fare una lezione” e più dalla disponibilità a partecipare attivamente, parlare anche quando non mi sento pronto e tornare sugli errori.

La varietà linguistica è un altro criterio utile: l’app è pensata per chi cerca lezioni di lingue come inglese, cinese o russo. Non la considererei però un sostituto automatico di ogni metodo. Un tutor può aiutarmi a sciogliere un problema concreto, ma non rende superflua la pratica tra un incontro e l’altro. Per ottenere qualcosa da una lezione, devo essere disposto a ripassare, annotare ciò che mi sfugge e riutilizzarlo fuori dall’app.

Un formato pensato per imparare parlando

Il punto distintivo è l’accesso a tutor, non una promessa di imparare senza sforzo. Nella mia valutazione, è una differenza importante rispetto alle app che puntano soprattutto su traduzioni, schede di vocaboli o brevi esercizi. Questi strumenti possono essere comodi per iniziare o per mantenere un contatto quotidiano con la lingua; una lezione, invece, offre un’occasione per mettere alla prova la comprensione e formulare frasi proprie.

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La distinzione non significa che il tutor sia sempre la soluzione migliore. Se studio solo per curiosità e non ho un traguardo preciso, un’app autonoma può essere più semplice da inserire nella routine. Se devo parlare con clienti, colleghi o familiari, poter concentrarmi sulle situazioni che mi aspettano può valere di più di una serie di esercizi uguale per tutti. Il vantaggio concreto è trasformare un obiettivo vago in una conversazione da affrontare, purché io sappia spiegare al tutor che cosa voglio migliorare.

Un uso pratico che trovo particolarmente sensato è preparare in anticipo tre domande legate alla mia settimana: come presentare un progetto, come chiedere un chiarimento o come raccontare un problema. Invece di spendere tutto l’incontro su un tema astratto, posso provare a esprimere quelle idee nella lingua che sto studiando. Se inciampo, l’errore diventa materiale di lavoro; se riesco a spiegarmi, ho un piccolo test di progresso più concreto di una sensazione generica di aver studiato.

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Come ricavare di più da ogni incontro

Per evitare che una lezione resti una chiacchierata piacevole ma difficile da trasformare in apprendimento, arriverei con un obiettivo circoscritto. Per esempio, potrei chiedere di concentrarmi sulle frasi che uso in una riunione, oppure sul modo in cui racconto un’esperienza senza interrompermi di continuo. Non occorre preparare un copione: basta sapere quale situazione mi mette in difficoltà. In questo modo posso capire meglio se il lavoro svolto risponde al mio bisogno.

Un secondo accorgimento è tenere una breve nota personale subito dopo la lezione: una frase che non sono riuscito a costruire, un’espressione nuova e una cosa che voglio riprovare. È un metodo semplice, ma aiuta a collegare incontri separati e a non affidarsi soltanto alla memoria. Preply non elimina la necessità di studiare fuori dalla lezione; proprio per questo, una piccola routine di ripasso può fare la differenza tra partecipare passivamente e usare davvero ciò che emerge nel dialogo.

Infine, valuterei il tutor in base alla compatibilità con il mio obiettivo, non solo alla sensazione di simpatia. Un principiante potrebbe aver bisogno di spiegazioni pazienti e di tempo per formulare le frasi; chi ha già una buona base potrebbe preferire conversazioni più impegnative o un lavoro mirato sulla precisione. Non c’è un unico stile adatto a tutti. Se dopo un incontro mi accorgo di aver parlato poco o di non aver affrontato il tema che mi interessa, è un segnale da considerare prima di costruire una routine.

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Uno scenario realistico: inglese per il lavoro

Immagino di dover partecipare a una riunione in inglese la settimana successiva. Un traduttore può aiutarmi a controllare una frase mentre la scrivo; un corso autonomo può farmi ripassare vocaboli; con Preply posso invece esercitarmi a spiegare a voce il punto che dovrò presentare. Prima dell’incontro preparo una scaletta, provo a esporla e mi segno i passaggi in cui mi blocco. Dopo, ripeto quelle parti da solo. Questo percorso non garantisce che la riunione vada alla perfezione, ma rende la pratica più vicina alla situazione che voglio affrontare.

La stessa logica può essere utile per un colloquio, un trasferimento o una conversazione di viaggio, purché il mio obiettivo sia comunicare e non soltanto accumulare nozioni. Per un esame con un programma molto specifico, chiederei invece fin dall’inizio se il tutor è adatto a lavorare su quel tipo di preparazione. La presenza di un insegnante non basta, da sola, a garantire che il percorso corrisponda alle mie esigenze.

Quando un’alternativa può essere più adatta

Se il mio ostacolo principale è ricordare parole di base, un’app di ripasso autonomo potrebbe essere più pratica: posso aprirla per pochi minuti senza organizzare un incontro e ripetere gli elementi che dimentico più spesso. Per consultare rapidamente una traduzione o controllare una frase, un dizionario o un traduttore è ancora più immediato. Non li vedo come concorrenti da eliminare, ma come strumenti con scopi diversi: uno aiuta a cercare, un altro a esercitarsi, un tutor può aiutare a usare la lingua in una conversazione.

Chi desidera un programma di studio uniforme e interamente indipendente potrebbe preferire un corso strutturato, soprattutto se non vuole parlare con un insegnante o non riesce a fissare momenti dedicati. Al contrario, chi ha già una routine autonoma ma continua a evitare le conversazioni potrebbe trovare più valore nel confronto umano. Il compromesso è evidente: la lezione è più personale, ma richiede partecipazione e organizzazione; l’esercizio autonomo è più facile da incastrare, ma può lasciare irrisolto il timore di parlare.

Mi fermerei a valutare altre opzioni anche se non ho ancora deciso quale lingua studiare o perché. In assenza di un obiettivo, è facile pagare in tempo e attenzione un percorso che non riesco a seguire con costanza. Prima sceglierei una situazione concreta da migliorare e poi proverei a capire se il formato con tutor mi aiuta. L’app è gratuita da scaricare, ma questo non vuol dire che ogni lezione o percorso sia privo di costi: prima di prendere impegni, controllerei con attenzione le condizioni mostrate nell’app e il costo complessivo che comporta la scelta del tutor.

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La frizione da considerare prima di iniziare

Il maggiore impegno non è installare l’app, ma mantenere una pratica utile. Una lezione isolata può darmi una buona impressione senza cambiare davvero il mio modo di parlare. Per capire se il formato fa per me, definirei un piccolo obiettivo, seguirei un ritmo sostenibile e verificherei se riesco a riutilizzare quanto imparato. Se il calendario è già pieno o preferisco studiare senza interazioni, la flessibilità di un corso autonomo potrebbe essere più importante del confronto individuale.

Conta anche la qualità dell’abbinamento. Il tutor ideale per conversare senza pressione non è necessariamente quello che serve a chi deve correggere testi o preparare un esame. Prima di scegliere, chiarirei cosa voglio fare durante le lezioni, quale livello di correzione mi aiuta e quanta struttura desidero. È un modo concreto per evitare di attribuire all’intera app un risultato deludente quando il problema, in realtà, è una mancata corrispondenza tra aspettative e stile di insegnamento.

Chi è minorenne dovrebbe considerare che la classificazione PEGI è 3, ma l’età indicata non sostituisce il giudizio di un genitore su lezioni, comunicazioni e acquisti. Anche per un adulto, comunque, la domanda utile non è soltanto se l’app sia accessibile, ma se il formato sia compatibile con il modo in cui preferisce imparare. Un’interfaccia semplice non rende automaticamente semplice trovare la costanza necessaria per migliorare una lingua.

Compatibilità e diffusione

Preply è presente dal 10 settembre 2018 e la versione attuale è la 6.144.0. Sul piano della compatibilità, richiede un sistema operativo almeno alla versione nove: prima di installarla, controllerei che il mio dispositivo rispetti questo requisito. È un controllo pratico, soprattutto se uso un telefono più vecchio o tengo il sistema operativo aggiornato di rado; in caso contrario rischierei di valutare l’app senza aver potuto provarla nel modo previsto.

La diffusione è ampia: ha superato i cinque milioni di installazioni, con una media di 4,6 basata su circa 64 mila valutazioni e quasi cinquecento recensioni. Questi numeri possono dare un’idea dell’interesse, ma non dicono se il tutor o il metodo siano adatti a me. Li prenderei come contesto, non come garanzia personale: la cosa decisiva resta capire se riesco a partecipare alle lezioni e a trasformarle in pratica regolare.

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Il costo di cambiare metodo

Passare da un’app autonoma a un servizio con tutor non è solo una questione di interfaccia. Devo cambiare abitudine: invece di aprire un esercizio quando ho qualche minuto, devo proteggere un momento per parlare e arrivarci con una domanda. Per rendere la transizione meno impegnativa, inizierei con un tema circoscritto e annoterei dopo ogni incontro che cosa mi è servito. Se non riesco a individuare un beneficio concreto, posso rivedere obiettivo e stile di lezione prima di proseguire.

Al contrario, chi ha già seguito lezioni e vuole passare a uno strumento più autonomo potrebbe trovare più semplice mantenere lo studio quotidiano, ma perdere l’occasione di ricevere riscontri mentre parla. La scelta non deve essere definitiva: traduttori, corsi individuali e lezioni con tutor possono convivere, ciascuno nel momento adatto. Io userei Preply per preparare e allenare la comunicazione, non per sostituire ogni risorsa linguistica che già mi è utile.

Il mio verdetto per chi sta decidendo

Consiglierei Preply: Imparare le lingue a chi ha una lingua precisa da migliorare, vuole esercitarsi a parlare e apprezza l’idea di ricevere aiuto da un tutor. La vedo particolarmente adatta a chi sa già indicare una situazione da affrontare: una presentazione, un colloquio, un viaggio o una conversazione che tende a evitare. La possibilità di partire senza pagare il download rende ragionevole esplorare l’app, ma valuterei con attenzione i costi prima di scegliere lezioni o impegni successivi.

Non la sceglierei come prima opzione per chi vuole soltanto traduzioni immediate, esercizi brevi senza appuntamenti o un percorso in cui non sia necessario parlare con altre persone. In quei casi, un dizionario, un traduttore o un corso autonomo possono risultare più semplici e adatti all’uso quotidiano. Se invece il mio problema è sapere le parole ma non riuscire a usarle quando qualcuno mi ascolta, un tutor offre un tipo di pratica che gli esercizi da soli difficilmente sostituiscono.

Il mio consiglio finale è di entrare con una domanda concreta e giudicare l’esperienza da ciò che riesco a fare dopo, non da quanto sia stata piacevole la singola sessione. Se una lezione mi aiuta a esprimere meglio un’idea reale e mi lascia qualcosa da ripassare, il formato ha valore. Se non ho tempo, obiettivo o voglia di conversare, sceglierei senza sensi di colpa un’alternativa autonoma: imparare una lingua funziona meglio quando il metodo si adatta alla vita che conduco, non quando provo a piegare la mia routine all’app.

FAQ

Che cos’è Preply e come funziona per imparare una lingua?

Preply è un’app per trovare tutor e seguire lezioni individuali online in numerose lingue. Dopo aver scelto la lingua e indicato i tuoi obiettivi, puoi consultare i profili dei tutor, confrontare disponibilità, tariffe ed esperienza e prenotare una lezione. Gli incontri si svolgono tramite videochiamata; in genere, tutor e studente possono concordare un percorso adatto al livello, al ritmo e alle esigenze personali.

Quanto costa usare Preply e ci sono lezioni gratuite?

Scaricare l’app e sfogliare i profili dei tutor non equivale a ricevere lezioni gratuite: ogni insegnante stabilisce la propria tariffa, che può variare in base a esperienza, lingua e disponibilità. Prima di prenotare, controlla il prezzo mostrato sul profilo e le condizioni dell’offerta. Preply può proporre una lezione di prova secondo le condizioni vigenti, ma non va considerata automaticamente gratuita: verifica costo, durata e regole di rimborso prima dell’acquisto.

Serve un abbonamento per fare lezione con un tutor su Preply?

Le modalità di pagamento e di prenotazione dipendono dalle condizioni mostrate al momento dell’acquisto e possono cambiare. In alcuni casi, dopo una lezione di prova, il percorso con un tutor può prevedere un piano con lezioni ricorrenti o crediti da utilizzare entro un certo periodo. Prima di confermare, leggi con attenzione frequenza, importo, rinnovo, scadenza delle lezioni e procedura per modificare o interrompere il piano, così da evitare addebiti o impegni inattesi.

Posso scegliere il tutor e cambiare insegnante se non mi trovo bene?

Sì, uno dei vantaggi del servizio è poter confrontare i profili e scegliere in base a lingua, specializzazione, accento, disponibilità, prezzo e recensioni. Puoi anche contattare un tutor prima di prenotare, se la piattaforma lo consente. Se la prima scelta non risponde alle tue esigenze, le opzioni per cambiare tutor o ottenere un rimborso dipendono dalle condizioni applicabili al tuo piano e alla lezione: controllale nell’app o nell’assistenza prima di procedere.

Cosa mi serve per seguire le lezioni e Preply è adatta ai principianti?

Puoi iniziare anche da principiante: quando scegli un tutor, indica il tuo livello e spiega cosa vuoi raggiungere, per esempio conversazione, grammatica, lavoro o preparazione a un esame. Per la lezione servono una connessione Internet stabile, un dispositivo compatibile e, preferibilmente, cuffie con microfono e un ambiente tranquillo. Verifica in anticipo come collegarti alla videochiamata e prova audio e videocamera; la qualità dell’esperienza può dipendere dalla connessione e dal tutor scelto.

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