Vimar VIEW Product
3,2 Casa e arredamento Aggiornata il 2 settembre 2026
Screenshot
Pro
- Controllo centralizzato di luci
- tapparelle e termoregolazione.
- Interfaccia intuitiva
- adatta anche agli utenti meno esperti.
- Permette di creare scenari personalizzati per diverse situazioni.
- Compatibile con gli impianti domotici Vimar supportati.
- Notifiche utili sullo stato e sugli eventi dell’impianto.
Contro
- Richiede dispositivi Vimar compatibili e un impianto correttamente configurato.
- Alcune funzioni dipendono dalla connessione Internet.
- La configurazione iniziale può risultare complessa.
- Le prestazioni variano in base alla centralina e alla rete domestica.
- Non tutte le funzioni sono disponibili su ogni sistema Vimar.
Analisi di Mobexer
Quando si parla di controllo video della casa, la differenza non la fa soltanto vedere un’immagine sul telefono. Conta soprattutto quanto è semplice capire chi è davanti alla porta, quanto rapidamente si riesce a reagire e quanto l’app si inserisce nella routine senza trasformare ogni accesso in una piccola procedura tecnica. È con questo criterio che ho provato Vimar VIEW Product, l’app di Vimar S.p.A. dedicata al video monitoraggio Wi-Fi.
La sua idea è chiara: portare sullo smartphone una parte del controllo del videocitofono o del sistema video compatibile, così da non dipendere sempre dal monitor installato in casa. È un’app gratuita, pensata per la categoria casa e arredamento, con classificazione PEGI 3. La distribuzione ha raggiunto oltre centomila installazioni, mentre la valutazione media si ferma a 3,2 su 5, con più di trecento valutazioni e oltre duecento recensioni. Per me è un segnale interessante: il progetto risolve un’esigenza concreta, ma l’esperienza dipende molto dall’impianto e dalla configurazione.
Come si presenta oggi nell’uso quotidiano
Il punto forte è la comodità del video monitoraggio Wi-Fi. In una situazione normale, per esempio mentre cucino o lavoro in una stanza diversa, posso controllare chi ha suonato senza interrompere completamente quello che sto facendo. Lo stesso vale quando sono in giardino, in garage o semplicemente lontano dal monitor interno. Non è una sostituzione universale di ogni sistema di sicurezza domestica: è piuttosto un’estensione mobile dell’impianto video Vimar.
Questa distinzione è importante prima dell’installazione. Non la considererei un’app da scaricare alla cieca per trasformare un vecchio videocitofono in un dispositivo intelligente. Il suo valore emerge quando è collegata a un’installazione Vimar compatibile e correttamente predisposta per il collegamento Wi-Fi. Se in casa non c’è l’hardware adatto, l’app da sola non può offrire la stessa utilità di una soluzione completa acquistata appositamente per il monitoraggio.
Durante l’uso, la logica più sensata è trattarla come un telecomando visivo sempre disponibile, non come una centrale di sorveglianza. Per sapere chi sta citofonando, verificare una situazione davanti all’ingresso o gestire una chiamata mentre non sono vicino al monitor, il concetto funziona bene. Per controllare molti ambienti, coordinare sensori diversi o creare automazioni elaborate, invece, sceglierei una piattaforma domotica più ampia.
Un aspetto che apprezzo è la continuità tra impianto fisico e smartphone. Il telefono non deve diventare il solo punto di accesso: il monitor installato resta il riferimento principale della casa, mentre l’app aggiunge flessibilità. Questo riduce il rischio di dipendere da un unico dispositivo mobile e rende l’utilizzo più naturale per una famiglia in cui non tutti hanno le stesse abitudini tecnologiche.
Un caso pratico che chiarisce il vantaggio
Immagino una giornata feriale: sono in una riunione online, suona il videocitofono e non posso raggiungere subito l’ingresso. Con il monitoraggio sul telefono posso almeno vedere la chiamata e decidere come comportarmi, senza lasciare la riunione per andare dall’altra parte dell’appartamento. In un altro momento, se aspetto una consegna, la possibilità di controllare il video dal dispositivo che ho già in mano è più pratica che alzarmi ogni volta per raggiungere il monitor.
Il vantaggio diventa ancora più evidente in case su più livelli. Chi passa molto tempo in mansarda, in taverna o in uno spazio esterno può apprezzare l’accesso dal telefono, soprattutto quando il monitor interno non è a portata di mano. Non è una funzione spettacolare, ma è una di quelle che, dopo qualche giorno, può diventare parte automatica della giornata.
La configurazione conta più dell’app in sé
Il primo consiglio che darei è di verificare la compatibilità dell’impianto prima di installare l’applicazione. In questo caso il software non è separabile dall’ecosistema Vimar: la qualità dell’esperienza dipende dalla parte installata in casa, dal collegamento di rete e dalla corretta associazione del dispositivo. Se il collegamento Wi-Fi è instabile, è facile attribuire all’app un problema che in realtà nasce dalla rete o dalla configurazione dell’impianto.
Conviene anche fare una prova in condizioni reali, non soltanto davanti al monitor. Testerei la ricezione nel punto della casa in cui uso più spesso il telefono, controllerei il comportamento quando il dispositivo è bloccato e verificherei la velocità con cui arriva la chiamata. Questa prova preventiva evita una delusione comune: scoprire soltanto dopo l’installazione che il punto più utile della casa è anche quello con il segnale peggiore.
Un secondo accorgimento riguarda le notifiche. Per un’app di video monitoraggio sono essenziali, ma se il sistema operativo limita l’attività in background o silenzia gli avvisi, il telefono può non essere il canale affidabile che ci si aspetta. Io controllerei le impostazioni di notifica e risparmio energetico subito dopo la configurazione, soprattutto su dispositivi che gestiscono in modo aggressivo le app non utilizzate di frequente.
Che cosa cambia per chi ha già un impianto Vimar
Per chi possiede già un sistema compatibile, l’app può essere un aggiornamento pratico dell’esperienza senza dover ripensare tutto l’impianto. Il beneficio principale non è aggiungere un’infinità di funzioni, ma spostare l’accesso al video in un oggetto che normalmente si porta con sé. Questo può rendere più utile un’installazione esistente, specialmente per chi in passato usava il videocitofono soltanto quando si trovava vicino al monitor.
Chi vive già bene con il monitor interno, però, non dovrebbe aspettarsi una trasformazione radicale. Se il dispositivo fisso è sempre nella stanza giusta e il telefono non serve per controllare l’ingresso da altri punti, il guadagno quotidiano potrebbe essere modesto. In quel caso l’app è soprattutto una comodità aggiuntiva, non una necessità.
La transizione va affrontata con un minimo di ordine. Io terrei il monitor fisico come riferimento durante i primi giorni, userei l’app in parallelo e annoterei eventuali ritardi, chiamate perse o comportamenti diversi tra i due dispositivi. Questo piccolo periodo di osservazione aiuta a capire se il collegamento è davvero affidabile prima di fare affidamento sul telefono quando si aspetta una visita importante.
Un altro punto pratico riguarda gli utenti della casa. L’accesso mobile è utile soltanto se viene configurato in modo comprensibile per le persone che lo useranno davvero. Un sistema condiviso da più familiari può migliorare la reattività, ma può anche creare confusione se tutti ricevono notifiche senza sapere come gestirle. Per questo consiglierei di stabilire chi deve rispondere, chi deve soltanto visualizzare e quale dispositivo resta normalmente associato all’impianto.
Dove l’esperienza può risultare meno convincente
Il limite più evidente è la dipendenza dall’ecosistema. Un’app generica per videocamere Wi-Fi può offrire una scelta più ampia di dispositivi e, in alcuni casi, un controllo centralizzato di telecamere, sensori e automazioni. Vimar VIEW Product ha invece senso soprattutto se si parte da un impianto Vimar compatibile. Per chi sta progettando da zero una casa con prodotti di marche diverse, questa specializzazione può diventare un vincolo.
Non la sceglierei nemmeno come unica soluzione per chi cerca una videosorveglianza completa. Il video monitoraggio del posto esterno e la gestione del videocitofono rispondono a un bisogno preciso; non equivalgono automaticamente a una rete di telecamere distribuite in tutta la proprietà. Chi vuole controllare ingressi secondari, animali domestici, stanze interne o aree esterne dovrebbe confrontare l’app con una piattaforma nata per la videosorveglianza, non soltanto con altre app per videocitofoni.
La valutazione media di 3,2 mostra inoltre che l’esperienza non è uniforme per tutti. Non la interpreto come una bocciatura automatica, perché in prodotti legati all’hardware molte difficoltà possono dipendere dall’installazione, dalla rete o dalla compatibilità. È però un motivo concreto per non promettere un funzionamento identico su ogni telefono e in ogni abitazione. Prima di affidarle un ruolo importante, farei sempre una verifica completa nel contesto reale.
Un ulteriore compromesso riguarda la comodità contro la dipendenza dal telefono. Ricevere il video sullo smartphone è pratico, ma significa anche dover gestire batteria, notifiche, connessione e permessi del dispositivo. Il monitor fisico è meno flessibile, ma spesso è più immediato per un familiare anziano o per chi non vuole usare un’app. La soluzione migliore, a mio avviso, è mantenere entrambi i canali invece di considerare l’app come sostituta assoluta.
Confronto con le alternative più comuni
Rispetto a un videocitofono tradizionale senza collegamento mobile, l’app offre una libertà evidente: non devo essere davanti al monitor per accorgermi di una chiamata o vedere la scena. Il sistema tradizionale resta però più semplice da comprendere e non richiede la stessa attenzione alle impostazioni del telefono. Se la priorità è la massima immediatezza per tutti gli abitanti della casa, il dispositivo fisso conserva un vantaggio.
Rispetto alle app universali per telecamere, la proposta Vimar è più mirata. Questo può essere un pregio quando l’impianto è già coerente e si desidera un’esperienza legata al videocitofono, senza aggiungere dispositivi di marche diverse. Diventa invece meno interessante per chi vuole una sola applicazione capace di riunire prodotti eterogenei, registrazioni, sensori e scenari domotici.
Rispetto a una videocamera collegata a un assistente vocale, la differenza sta nel contesto d’uso. Una telecamera smart indipendente può essere più adatta a osservare un ambiente specifico, mentre il sistema Vimar nasce intorno all’accesso e alla comunicazione video dell’abitazione. Non sceglierei l’una pensando che sia sempre un sostituto perfetto dell’altra: risolvono problemi vicini, ma non identici.
Come leggere l’evoluzione del prodotto
L’app è stata rilasciata il 5 luglio 2019 e oggi si colloca in un mercato molto più abituato al controllo domestico da smartphone. Questo rende il suo percorso interessante: la funzione di base resta concreta, ma gli utenti ormai confrontano ogni applicazione con esperienze mobili molto mature e con ecosistemi capaci di integrare numerosi dispositivi.
Per chi la usa già, l’evoluzione più importante non va cercata soltanto nell’aspetto grafico. Conta soprattutto la stabilità della ricezione, la chiarezza delle notifiche, la facilità di aggiungere o sostituire un telefono e la compatibilità con le configurazioni più recenti dell’impianto. Sono elementi meno visibili di una nuova schermata, ma incidono molto di più sulla fiducia quotidiana.
Io terrei d’occhio proprio questi aspetti: la rapidità con cui l’app segnala una chiamata, la continuità del collegamento quando si passa da una rete all’altra e la semplicità con cui un nuovo componente della famiglia può essere autorizzato. Non li considero promesse automatiche, ma criteri utili per valutare se gli aggiornamenti futuri migliorano davvero l’uso oppure si limitano a cambiare la superficie.
Per i nuovi acquirenti, il momento giusto per decidere è prima dell’installazione dell’impianto, non dopo. Chiederei all’installatore quale configurazione è compatibile, come viene gestito l’accesso da più smartphone e quale ruolo mantiene il monitor interno. Queste domande sono più utili di una semplice verifica della presenza dell’app nello store, perché chiariscono il funzionamento dell’intero sistema.
A chi la consiglierei davvero
La consiglierei a chi ha, o sta scegliendo, un impianto Vimar compatibile e vuole portare il video del videocitofono fuori dalla stanza in cui è installato il monitor. È particolarmente sensata per abitazioni su più piani, persone spesso impegnate in stanze diverse e famiglie che vogliono distribuire la possibilità di rispondere senza installare un secondo monitor fisso.
La consiglierei anche a chi preferisce una soluzione integrata, con hardware e applicazione appartenenti allo stesso ecosistema. In questo scenario il vantaggio non è inseguire il maggior numero possibile di funzioni, ma avere uno strumento coerente con l’impianto già presente.
La eviterei come prima scelta se non possiedo prodotti Vimar compatibili, se cerco una piattaforma per telecamere di molte marche o se desidero funzioni avanzate di sicurezza domestica. La eviterei anche se in casa nessuno vuole dipendere dalle notifiche dello smartphone: in quel caso un sistema fisso più semplice potrebbe essere più adatto e meno soggetto a distrazioni.
Nel complesso, considero Vimar VIEW Product un’app specializzata e utile quando viene inserita nel contesto giusto. Non è il tipo di applicazione che installerei per curiosità senza un impianto compatibile, né la presenterei come soluzione universale per la casa intelligente. Il suo merito è più concreto: rende accessibile dal telefono una funzione che, in molte abitazioni, altrimenti resterebbe legata al monitor interno.
Il fatto che sia gratuita e classificata PEGI 3 la rende semplice da valutare per l’uso familiare, ma la gratuità non elimina la necessità di un’installazione adeguata. La parte decisiva è capire se il collegamento Wi-Fi, il videocitofono e i telefoni della casa lavorano bene insieme. Se la risposta è sì, può diventare una comodità reale e ripetuta ogni giorno; se la risposta è no, un’app più universale o un sistema diverso potrebbe offrire un rapporto migliore tra flessibilità e affidabilità.
La mia opinione finale è quindi positiva, ma prudente: il valore di questa app sta nell’estendere bene un impianto Vimar, non nel sostituire ogni altra soluzione di sicurezza domestica. Prima di sceglierla controllerei compatibilità, qualità della rete e necessità degli altri abitanti. Dopo queste verifiche, per chi vuole vedere dal telefono chi sta chiamando alla porta, rimane una proposta sensata e concreta.
FAQ
Che cos’è Vimar VIEW Product e a cosa serve?
Vimar VIEW Product è l’applicazione dedicata alla configurazione, gestione e supervisione di impianti Vimar connessi e dei dispositivi compatibili. Dopo l’installazione consente di interagire con alcune funzioni dell’impianto, verificare lo stato dei dispositivi e, in base alla soluzione utilizzata, controllare illuminazione, tapparelle, clima, energia e scenari. Le funzioni disponibili dipendono dal sistema installato e dai prodotti associati.
Vimar VIEW Product è compatibile con tutti gli impianti e dispositivi Vimar?
No, la compatibilità non è universale. L’app è pensata per specifiche linee e configurazioni Vimar, quindi prima del download è importante verificare il modello dell’impianto, la centrale o il gateway presenti nell’abitazione e la versione del sistema. Alcune funzioni possono richiedere dispositivi aggiuntivi, un’installazione corretta o l’intervento di un installatore qualificato. Consultare sempre la documentazione ufficiale.
È necessaria una connessione Internet per utilizzare Vimar VIEW Product?
La necessità della connessione dipende dall’uso che si fa dell’app. Per la configurazione iniziale, la sincronizzazione dei dati, l’accesso da remoto e alcune funzioni cloud è generalmente indispensabile una connessione Internet stabile. Il controllo locale potrebbe invece essere disponibile quando lo smartphone è collegato alla stessa rete dell’impianto. In caso di assenza di rete, alcune funzioni potrebbero non rispondere o risultare temporaneamente limitate.
Vimar VIEW Product è difficile da configurare per un utente alle prime armi?
L’app offre strumenti pensati per rendere più semplice la gestione dell’impianto, ma la configurazione iniziale può risultare complessa se non si conoscono dispositivi, indirizzi, credenziali o parametri del sistema Vimar installato. In molti casi è consigliabile affidarsi all’installatore, soprattutto quando bisogna associare gateway, scenari o funzioni avanzate. Una volta completata la configurazione, l’uso quotidiano risulta generalmente più immediato.
Vimar VIEW Product è gratuita e quali autorizzazioni richiede?
Il download dell’app può essere gratuito, ma l’utilizzo delle funzioni dipende dall’impianto Vimar, dai dispositivi acquistati e dagli eventuali servizi collegati. Durante l’installazione l’app potrebbe richiedere autorizzazioni come rete locale, Bluetooth, notifiche o accesso alla posizione, necessarie in determinate fasi di rilevamento e configurazione. È opportuno controllare i permessi richiesti e concedere soltanto quelli indispensabili alle funzioni desiderate.











