MyFaba – Il tuo Raccontastorie
3,0 Intrattenimento Aggiornata il 2 settembre 2026
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Pro
- Ampio catalogo di storie audio adatte a diverse fasce d’età.
- Favorisce l’ascolto autonomo e stimola fantasia e creatività.
- Interfaccia colorata e intuitiva
- pensata anche per i più piccoli.
- Può diventare una piacevole routine serale senza usare lo schermo.
- Le storie sono disponibili in italiano
- utili per arricchire il linguaggio.
Contro
- La fruizione completa richiede l’acquisto della FABA e dei contenuti.
- La scelta dipende dai Raccontastorie compatibili già disponibili.
- Alcuni contenuti possono risultare costosi se acquistati separatamente.
- L’app offre un’utilità limitata senza una cassa FABA associata.
- La disponibilità di nuove storie può variare nel tempo.
Analisi di Mobexer
Quando si parla di raccontastorie per bambini, il punto non è soltanto avere qualcosa da ascoltare: conta anche quanto sia semplice preparare l’esperienza, capire cosa sta succedendo e lasciare che il bambino partecipi senza dipendere continuamente da un adulto. Ho provato MyFaba – Il tuo Raccontastorie proprio con questa attenzione, osservando soprattutto la chiarezza dell’app, la gestione quotidiana e le situazioni in cui può risultare più o meno accessibile.
MyFaba è un’app di intrattenimento sviluppata da Faba Srl e pensata per accompagnare il raccontastorie Faba. È gratuita, adatta a un pubblico PEGI 3 e compatibile con dispositivi che usano almeno Android 8.0. La versione attuale è la 2.14. Il suo ruolo non è sostituire il dispositivo fisico, ma aiutare la famiglia a gestirlo e a rendere più ordinato l’uso dei contenuti audio.
Un’app pensata per preparare e accompagnare l’ascolto
La prima impressione è quella di uno strumento rivolto soprattutto ai genitori. Non mi aspettavo un’app piena di giochi, animazioni o attività da svolgere direttamente sullo schermo, e infatti il suo valore sta più nella preparazione dell’esperienza che nell’intrattenimento touch. Questo è importante da capire prima di installarla: se cerchi un’app autonoma con cui il bambino possa giocare da solo sul telefono, questa non è la scelta giusta.
Il collegamento con il raccontastorie cambia il modo in cui si valuta MyFaba. L’app ha senso quando vuoi organizzare l’ascolto di fiabe, canzoni o altri contenuti destinati ai più piccoli senza consegnare loro necessariamente uno smartphone. In casa, questo può ridurre la tentazione di passare da un contenuto all’altro con un dito e mantiene il momento più vicino all’ascolto tradizionale.
Ho trovato utile considerarla come una piccola cabina di regia familiare. L’adulto può occuparsi della parte iniziale, mentre il bambino può poi concentrarsi sull’ascolto e sull’oggetto fisico. È una distinzione semplice, ma fa la differenza per chi vuole limitare il tempo davanti allo schermo o evitare che una storia venga interrotta da notifiche, pubblicità o elementi estranei.
Leggibilità e navigazione: il ruolo dell’adulto è centrale
La leggibilità non riguarda solo la dimensione dei testi. In un’app destinata a essere usata insieme a un prodotto per bambini, conta soprattutto capire rapidamente dove si trovano le funzioni utili e quali passaggi servono per arrivare all’ascolto. Nella mia esperienza, MyFaba è più naturale per un genitore che per un bambino piccolo: le decisioni iniziali, la configurazione e la gestione dei contenuti richiedono attenzione adulta.
Questo non è necessariamente un difetto. Un bambino in età prescolare potrebbe non avere ancora la capacità di leggere tutte le indicazioni o di seguire una procedura digitale senza aiuto. Spostare la complessità sull’adulto permette di lasciare al piccolo un’interazione più concreta con il raccontastorie. La difficoltà nasce piuttosto quando un genitore si aspetta che l’app sia immediatamente comprensibile senza alcuna fase di familiarizzazione.
Il mio consiglio è di esplorare MyFaba in un momento tranquillo, prima di usarla durante la routine serale. Preparare in anticipo ciò che serve evita di dover leggere istruzioni mentre il bambino aspetta la sua storia. È un accorgimento banale, ma utile soprattutto quando l’app viene usata da persone diverse in famiglia, come nonni, babysitter o genitori che si alternano.
Per chi ha difficoltà visive, la comodità dipende molto dal dispositivo scelto e dalle impostazioni del sistema. È ragionevole aumentare la dimensione dei caratteri o usare gli strumenti di ingrandimento del telefono, ma non considererei questa una soluzione perfetta per tutti: un’interfaccia pensata per essere consultata rapidamente deve rimanere comprensibile anche quando si guarda lo schermo solo per pochi secondi.
Un altro aspetto da tenere presente è la differenza tra leggere e ascoltare. Il bambino può non aver bisogno di leggere nulla una volta avviata la riproduzione, mentre l’adulto deve saper distinguere le sezioni dell’app. Per questo vedo MyFaba come un’applicazione condivisa, non come un ambiente digitale indipendente per il piccolo utente.
Abilità motorie e sensibilità sensoriale
Il collegamento tra app e raccontastorie può essere interessante per i bambini che fanno fatica con interazioni touch prolungate. Toccare icone piccole, trascinare elementi o mantenere l’attenzione su uno schermo può diventare stancante; in questo caso, preparare tutto con MyFaba e poi lasciare spazio a un dispositivo fisico può rendere l’attività più semplice.
Non significa però che l’esperienza sia automaticamente accessibile a ogni bambino. La configurazione iniziale resta un compito digitale e può richiedere precisione, pazienza e la capacità di seguire più passaggi. Se il genitore deve collegare o selezionare contenuti, conviene farlo lontano dal momento in cui il bambino è già agitato o desidera iniziare subito la storia.
Dal punto di vista sensoriale, l’ascolto può essere più gestibile di un’app ricca di movimento sullo schermo. Un bambino sensibile alle animazioni, ai cambi frequenti di immagini o alla luce del telefono può beneficiare del fatto che l’esperienza principale avvenga senza fissare continuamente il display. Io userei comunque un volume moderato e controllerei l’ambiente, perché una storia riprodotta in una stanza rumorosa può diventare difficile da seguire, mentre un volume troppo alto non è una buona soluzione.
La parte audio può anche favorire bambini che rispondono meglio alla voce rispetto alle istruzioni scritte. Una fiaba ascoltata permette di seguire il ritmo e il tono del narratore senza dover decodificare testo. D’altra parte, chi ha difficoltà uditive o ha bisogno di supporti visivi potrebbe trovare meno vantaggio in un’esperienza basata soprattutto sull’ascolto. In quel caso preferirei affiancare la narrazione con libri illustrati, immagini o la presenza attiva di un adulto.
Un uso che ho trovato sensato è quello durante il passaggio da un’attività all’altra. Dopo il bagno, per esempio, un genitore può preparare l’ascolto mentre il bambino sistema il pigiama. Il racconto diventa un segnale prevedibile della routine, senza aggiungere un’altra sessione di schermo proprio prima di dormire. Non è una funzione speciale dell’app, ma un modo concreto per sfruttare il suo rapporto con il raccontastorie.
Situazioni quotidiane in cui può funzionare bene
MyFaba dà il meglio quando la famiglia vuole creare un momento ripetibile e poco dispersivo. La sera può accompagnare la preparazione al sonno; durante un viaggio può offrire un’attività audio senza affidarsi a un video; in una stanza condivisa può intrattenere un bambino mentre l’adulto svolge un compito vicino. In tutti questi casi, il vantaggio è separare l’ascolto dal telefono, che spesso porta con sé altre distrazioni.
Immagino anche un utilizzo utile fuori casa, per esempio a casa dei nonni. Se il dispositivo è già conosciuto dal bambino, l’adulto può occuparsi della parte di gestione e lasciare che il piccolo ritrovi una modalità familiare di ascolto. Questo può essere più rassicurante di un’app nuova piena di pulsanti, soprattutto per chi ha bisogno di routine stabili.
Per una famiglia con più bambini, la scelta dei contenuti può diventare un momento da organizzare con attenzione. Età diverse significano gusti e tempi di attenzione diversi, quindi suggerirei di preparare in anticipo una selezione adatta alla situazione, invece di improvvisare quando tutti stanno aspettando. Il vantaggio non è solo pratico: riduce discussioni e passaggi ripetuti sul telefono.
Il fatto che l’app sia gratuita rende più semplice provarla senza trasformare subito la decisione in un acquisto impegnativo. Tuttavia, la gratuità dell’app non va confusa con la disponibilità automatica di ogni contenuto o con l’idea che basti installarla per avere un’esperienza completa. MyFaba va valutata insieme al raccontastorie e al modo in cui la famiglia intende usarlo.
Rispetto alle app di storie audio installate direttamente sul telefono, qui noto un compromesso preciso. Le alternative mobili sono spesso più immediate per chi vuole cercare e avviare contenuti sullo stesso schermo, ma espongono il bambino a un dispositivo generalista. MyFaba, invece, punta a un’esperienza più separata e concreta, anche se richiede di accettare un ecosistema composto da app e raccontastorie.
Le barriere che restano nell’uso reale
La principale barriera è la dipendenza dall’adulto nella fase di preparazione. Se il genitore non conosce l’app, il bambino non può necessariamente risolvere da solo un problema di configurazione o capire perché un contenuto non parte come previsto. Per questo non la definirei una soluzione completamente autonoma, nemmeno quando il bambino sa usare bene oggetti e comandi semplici.
La seconda riguarda la continuità dell’esperienza. Ogni passaggio aggiuntivo tra telefono, app e dispositivo fisico può diventare un punto di frizione. Se la famiglia desidera un sistema immediato, in cui basta aprire un’app e premere play, una piattaforma audio tradizionale potrebbe risultare più diretta. MyFaba ha più senso per chi apprezza proprio la separazione dal telefono.
La valutazione degli utenti è abbastanza tiepida: l’app ha una media di 3,0 su Google Play, con oltre 450 valutazioni e più di 130 recensioni. Non la interpreto come una condanna, ma come un invito a non aspettarsi un’esperienza perfetta per ogni combinazione di dispositivo, famiglia e abitudini. Prima di renderla parte essenziale della routine, la proverei in una situazione non urgente.
Un’altra possibile difficoltà riguarda chi ha bisogno di un controllo molto preciso sull’accessibilità. Non presenterei MyFaba come una soluzione certificata per esigenze specifiche, perché l’esperienza può cambiare in base alla vista, all’udito, alla motricità, alle impostazioni del telefono e al supporto offerto dall’adulto. Il modo più corretto di valutarla è osservare il bambino mentre compie i passaggi reali, non soltanto guardare le schermate.
Per i bambini che amano leggere, scegliere autonomamente e vedere immagini, un racconto audio può non bastare. In quel caso un libro illustrato o un’app narrativa con testo e immagini potrebbe essere più adatta. All’opposto, per chi si distrae facilmente con lo schermo, il formato collegato a Faba può offrire un contesto più calmo e meno ricco di stimoli.
Quanto è adatta alle diverse famiglie
La consiglierei ai genitori che vogliono introdurre storie e musica in una routine senza lasciare il telefono nelle mani del bambino. È adatta anche a chi cerca un’attività condivisa, in cui l’adulto prepara l’esperienza e il piccolo ascolta, immagina e interagisce con un oggetto fisico. Il requisito più importante è essere disposti a dedicare qualche minuto alla gestione iniziale.
Sarei più prudente con chi cerca un’app completamente indipendente, con contenuti immediatamente disponibili e un’interfaccia progettata per essere esplorata senza supervisione. In quel caso, MyFaba potrebbe sembrare indiretta. Non la sceglierei nemmeno come unica soluzione per un bambino che ha bisogno di testo, sottotitoli, immagini dettagliate o un controllo sensoriale molto specifico.
Il marchio Faba è presente in oltre 100 mila installazioni, quindi non si tratta di un progetto sconosciuto nel panorama delle app per l’intrattenimento familiare. La sua collocazione, però, è particolare: non compete soltanto con altre applicazioni, ma con il modo in cui una famiglia decide di ascoltare una storia. La domanda giusta non è “quante funzioni offre?”, bensì “voglio un’esperienza audio separata dal telefono?”.
Mi piace anche il fatto che l’età PEGI 3 comunichi un orientamento verso i più piccoli, ma non la userei come unica garanzia di adeguatezza individuale. Un bambino di tre anni può avere capacità, sensibilità e necessità molto diverse da un altro. La presenza dell’adulto rimane importante, soprattutto quando si sta ancora imparando a usare il raccontastorie e l’app.
Il mio giudizio sull’inclusività dell’esperienza
Nel complesso, vedo MyFaba come un supporto utile per rendere l’ascolto più accessibile in alcuni contesti, soprattutto quando il problema è ridurre lo schermo, semplificare la routine o offrire un’alternativa alle attività visive. La sua forza non sta nell’avere una navigazione infantile autonoma, ma nel permettere all’adulto di preparare un’esperienza che il bambino può poi vivere in modo più concreto.
Il compromesso decisivo è questo: meno dipendenza dal touchscreen durante l’ascolto, ma più responsabilità per l’adulto nella preparazione. Se questa divisione dei ruoli corrisponde alle tue esigenze, l’app può diventare una parte sensata della quotidianità. Se invece vuoi che il bambino faccia tutto da solo sul telefono, probabilmente ti troverai meglio con un’app audio più tradizionale.
La mia impressione finale è positiva, ma non senza riserve. MyFaba è gratuita, ha un obiettivo chiaro e può sostenere una modalità di intrattenimento più tranquilla e inclusiva per alcuni bambini. Non risolve automaticamente ogni barriera e non sostituisce la valutazione concreta delle esigenze individuali. Prima di usarla ogni giorno, farei una prova insieme al bambino, controllando quanto sono comprensibili i passaggi, quanto è facile avviare l’ascolto e se il formato audio lo aiuta davvero a partecipare.
Per chi possiede o sta valutando il raccontastorie Faba, l’installazione ha senso: consente di capire se la gestione digitale si adatta alla propria famiglia senza costi iniziali per l’app. Per chi non cerca un’esperienza collegata a un dispositivo fisico, invece, sceglierei un’alternativa più autonoma. In definitiva, MyFaba – Il tuo Raccontastorie funziona meglio quando la tecnologia rimane sullo sfondo e lascia al bambino il centro dell’esperienza: ascoltare, immaginare e seguire una storia con i propri tempi.
FAQ
Che cos’è MyFaba – Il tuo Raccontastorie e come funziona?
MyFaba è un’applicazione pensata per accompagnare il dispositivo audio FABA, il raccontastorie dedicato ai bambini. Attraverso l’app i genitori possono gestire il profilo del piccolo, consultare e organizzare i contenuti audio disponibili, controllare le raccolte associate ai personaggi sonori e mantenere aggiornato il sistema. L’esperienza è progettata per essere semplice e adatta alla gestione familiare.
MyFaba è adatta a tutte le fasce d’età?
L’app MyFaba è principalmente destinata ai genitori o agli adulti che utilizzano il sistema FABA per proporre storie, canzoni e contenuti educativi ai bambini. L’età consigliata dipende dal singolo personaggio sonoro o dalla raccolta acquistata, poiché ogni contenuto può essere pensato per una fase diversa della crescita. Prima del download è quindi utile verificare la fascia d’età indicata.
È necessario possedere un dispositivo FABA per utilizzare MyFaba?
MyFaba è stata sviluppata soprattutto come applicazione di supporto all’ecosistema FABA, quindi per sfruttarne pienamente le funzioni è normalmente necessario disporre del relativo raccontastorie e dei personaggi sonori compatibili. L’app può consentire di consultare informazioni e gestire alcuni elementi dell’account, ma non sostituisce il dispositivo audio. Le funzioni effettivamente disponibili possono variare in base al modello e agli aggiornamenti.
MyFaba richiede una connessione Internet o funziona anche offline?
Per accedere all’app, sincronizzare i contenuti, configurare il dispositivo, scaricare eventuali aggiornamenti o gestire il catalogo è generalmente consigliata una connessione Internet. Dopo la sincronizzazione, la riproduzione dei contenuti sul raccontastorie può avvenire senza che il bambino debba utilizzare uno smartphone. La disponibilità offline dipende comunque dal contenuto e dalla configurazione del dispositivo, quindi è meglio completare la sincronizzazione in anticipo.
MyFaba è gratuita e sono previsti acquisti aggiuntivi?
Il download di MyFaba può essere gratuito, ma l’app è collegata a un ecosistema che comprende il dispositivo FABA e personaggi sonori o contenuti acquistabili separatamente. Di conseguenza, non tutto ciò che viene gestito nell’app è necessariamente incluso senza costi aggiuntivi. Prima dell’acquisto conviene controllare prezzi, disponibilità, eventuali offerte e compatibilità dei contenuti con il proprio modello di raccontastorie.











